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. Kill List (di Ben Wheatley)
Film britannico spudorato e brutale. Ben Wheatley si era già fatto notare nel 2009 con il pluripremiato Down Terrace, dopo tanta gavetta nei serial tv e nelle pubblicità. In Kill List dirige due attori eccellenti come Michael Smiley (già in Down Terrace) e Neil Maskell, ai quali spetta la parte di due amici sicari che accettano di eliminare tre nomi di una lista, salvo trovarsi coinvolti in un tour de force inquietante e corrosivo, con una puntata funesta nel mondo dell’occulto. Wheatley mescola thriller ed horror in una trama sfuggente ma ingegnosa cui non manca un finale angoscioso e spiazzante.
Kevin Smith? Eh già, proprio lui: bravino nelle commedie (forse Clerks e Clerks II le sue più celebri; più recentemente ha girato Cop Out – Poliziotti fuori, con Bruce Willis, ma in realtà il suo capolavoro comico resta Zack and Miri Make a Porno del 2008) adesso ci prova con l’horror: un po’ atipico, ma imperdibile. Red State è un salto nel buio del fanatismo cristiano in quell’america che ogni giorno sforna sette fondamentaliste. Smith strizza l’occhio alla struttura dell’horror per farci incassare la malvagità degli adepti, omofobi spietati, per poi ammiccare sapientemente all’action movie nella mischia finale. Bravissimo come sempre John Goodman.
3. The Tunnel (di Carlo Ledesma)
Per questo film Carlo Ledesma si è aggiudicato il premio come miglior regista australiano al Festival Internazionale dell’Horror che si tiene ogni anno a Sydney. L’intera produzione è australiana e i fondi sono stati reperiti online: film dal budget estremamente contenuto quindi, e anche per questo girato con l’espediente più economico del found-footage (nella famiglia del mockumentary, che va molto di moda anche nell’horror): in questo caso il video ritrovato è quello di un gruppo di giornalisti che svolge delle indagini nelle gallerie abbandonate della metropolitana di Sydney. Il film avrà anche qualche pecca, ma è una prova brillante di costruzione della suspense, paurosamente claustrofobica e violenta.

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